Colonnina elettrica: un servizio a tutti i costi?

Con l’aumento del numero delle auto elettriche, inizia a diventare cruciale la questione su come gestire le colonnine. Servizio a pagamento o incluso nel prezzo?

 

È molto probabile che alcune strutture stiano vedendo entrare (ma non sentendo, visto il motore silenzioso) sempre più auto elettriche, specialmente dall’estero.

Infatti, il mercato europeo dell’elettrico è in crescita: + 17,5%, dice Acea, l’Associazione dei Costruttori dell’Unione Europea.

Questo dato da solo non basta per far correre gli albergatori all’acquisto di una colonnina di ricarica, ma sicuramente ci dà lo spunto per fare qualche considerazione sul futuro di questo servizio.

 

Distintiva oggi, imprescindibile domani

La presenza di una colonnina in hotel è senza dubbio un plus per i proprietari di veicoli elettrici, visto che evita loro di cercare in lungo e in largo punti di ricarica in cui lasciare la macchina.

Insomma, una struttura che dispone di questo servizio spicca sicuramente nella fase di scelta.
Come dice il presidente e CEO di HotelAVE Michelle Russo, le colonnine elettriche, in termini di differenziazione, giocheranno presto lo stesso ruolo che negli ultimi decenni hanno giocato TV in camera, aria condizionata e Wi-Fi gratuito.

Ma, proprio come la TV, l’aria condizionata e il Wi-Fi, questo servizio potrebbe passare dall’essere visto come un extra all’essere considerato ordinario. Soprattutto se il mercato dell’elettrico manterrà dei buoni tassi di crescita.

 

A pagamento o no?

Se da una parte la colonnina elettrica può essere uno strumento efficace di acquisizione, dall’altra presenta alcuni grattacapi, specialmente per ciò che riguarda il pagamento.

Innanzitutto, è meglio offrire la ricarica come servizio gratuito o addebitarla al cliente?
È importante calcolare l’impatto economico della ricarica e capire se può essere coperto dalla semplice prenotazione o meno.

Se si decide di addebitare il costo di ricarica, diventa fondamentale far percepire un valore maggiore rispetto a quello che viene chiesto.
Per esempio, se il costo del servizio è di 30 euro, l’ospite deve capire che in quella cifra non è compresa solo la ricarica, ma anche una serie di benefici, dalla comodità di ricarica alla sicurezza del parcheggio.

Infine, anche sull’aspetto economico pende l’ipotesi dell’ordinarietà: se la colonnina dovesse diventare un servizio basilare, l’ospite sarebbe ancora disposto a pagare per la ricarica?

 

A pagamento, come?

Altro dubbio è sulla modalità con la quale addebitare il costo del servizio. Se questo non avviene direttamente dalla colonnina, la fattura dovrebbe essere quanto più trasparente possibile, con indicazioni della tariffa oraria, ecc.

C’è poi la questione relativa alla gestione dei posti: i tempi di ricarica non sono brevi e un ospite potrebbe non tornare appena la batteria è completamente carica. Cosa fare in quel caso, se un altro ospite ha bisogno della colonnina?

Alcune strutture più attrezzate, come il Grand Hyatt Vail, hotel di lusso in Colorado, hanno del personale addetto alla rotazione delle auto in ricarica, così da non avere mai spazi occupati per un tempo non necessario.

In base alla possibilità di gestire o meno questo aspetto, cambia anche la modalità di addebito del servizio: se l’auto occupa la piazzola per il solo tempo della ricarica, allora è giusto addebitare solo la ricarica; in caso contrario, è necessario trovare una soluzione forfettaria.

 

Il momento è adesso?

Come abbiamo visto, oggi le colonnine elettriche offrono un vantaggio competitivo e una possibilità di revenue che domani potrebbero non essere più tali. Quindi sorge spontaneo chiedersi se sia o meno un’occasione da prendere immediatamente.

La risposta, come sempre, è: dipende.

Probabilmente, in futuro, le auto elettriche saranno la maggioranza dei veicoli, ma ora è meglio ragionare sullo stato attuale delle cose e sulla propria clientela.
L’auto elettrica è un mezzo ancora piuttosto costoso (nonostante ci siano modelli dai prezzi abbordabili) e che in Italia ha preso poco piede (una quota di mercato del 3,4%).

La considerazione va quindi fatta basandosi sul proprio target: Germania e Francia sono nella top 3 per l’aumento di veicoli elettrici; quindi, chi si rivolge a questi segmenti sicuramente dovrebbe considerare la cosa.
Abbiamo accennato al costo della vettura, quindi è facile presuppore che chi si sposta con questi mezzi sia un cliente con una capacità di spesa medio-alta-

Altro aspetto da considerare è l’autonomia di questi mezzi: un tedesco che deve raggiungere il lago di Garda può farlo comodamente, mentre, se dovesse arrivare in Sicilia, dovrebbe ricaricare più volte lungo il tragitto e quindi avrebbe minor comodità.

Insomma, le incognite sono tante, ma non c’è dubbio che si debba cominciare già ora a pensare a come gestire questo servizio.