Arriva Expedia Accelerator: sei disposto a pagare la visibilità del tuo hotel?

Quasi di soppiatto, pochi giorni fa Expedia ha presentato Accelerator Program. Di cosa si tratta? Da oggi, se vuoi che il tuo hotel esca fra i primi risultati di ricerca su Expedia e negli altri portali del gruppo, hai la possibilità di pagare.

Senza troppo clamore, da pochi giorni gli hotel presenti nei siti del gruppo Expedia Inc. – Expedia, Hotel.com, Orbitz – hanno la possibilità di fare un’offerta in denaro per migliorare la loro posizione nei risultati di ricerca del portale di prenotazione – per ora, questa opportunità è disponibile solo in un numero limitati di Paesi. In pratica, le pagine dei risultati di ricerca diventano un marketplace: visibilità contro moneta.

I dettagli sul funzionamento di Accelerator sono ancora pochi. Pare che funzioni in modo piuttosto simile alle campagne sui metamotori di ricerca – Trivago e soci, per capirci -, anche se il programma di Expedia sembra non sia necessariamente legato a un costo per clic.

“Offriamo agli hotel l’opportunità di aumentare i loro risultati con strumenti economici nuovi, per aiutarli a migliorare un po’ la loro visibilità”, ha spiegato Mark Okerstrom, capo dell’ufficio finanziario di Expedia Inc., in un’intervista rilasciata a Skift il 10 febbraio.

La reazione degli albergatori americani

Come hanno accolto la notizia gli albergatori? Male, a quanto pare. L’American Hotel & Lodging Association ritiene che l’Accelerator Program di Expedia sia un pericolo per i consumatori.

“Chiaramente, si tratta di pagare per poter giocare, senza che i consumatori ne siano coscienti. I risultati di ricerca distorti o fuorvianti potrebbero rappresentare un problema, soprattutto in quei siti di prenotazione che pretendono di aiutare i consumatori con il confronto fra più offerte”, ha detto Maryam Cope di AH&LA.

Gli algoritmi non sono mai trasparenti

I portali di prenotazione hanno sempre nascosto il funzionamento dei loro motori di ricerca. Il modo in cui i risultati sono ordinati può variare da un portale a un altro e dipende da più fattori: commissioni, allotment, tariffe, descrizione, fotografie e recensioni, per esempio.

L’associazione degli albergatori americani è stata sempre una convinta avversaria delle OTA, dei loro affiliati e della loro espansione nel mercato – si veda, per esempio, la sua presa di posizione sull’acquisizione di Orbitz da parte di Expedia.

“L’AH&LA raccomanda ai consumatori di essere scettici di fronte ai risultati di ricerca proposti dai portali di prenotazione, a meno che non illustrino in modo corretto i criteri usati, che potrebbero non essere obiettivi e che potrebbero non elencare in modo chiaro eventuali tasse o servizi aggiuntivi.”, ha ricordato Maryam Cope.

Cosa dice Expedia

Expedia rispedisce al mittente le accuse degli albergatori americani e ricorda che la qualità dell’offerta di ogni hotel ha sempre un impatto decisivo nel determinare l’ordine dei risultati proposti nelle ricerche. In più, fa sapere sempre Expedia, a un hotel, per scalare la pagina dei risultati, non basterà soltanto offrire denaro.

“Nei risultati di ricerca, i consumatori vogliono vedere subito gli hotel che soddisfano i loro desideri”, ha precisato Sarah Waffle Gavin, portavoce di Expedia Inc. “Expedia offre un portale per cercare e prenotare hotel secondo le tariffe, la disponibilità e i servizi per le date e la località indicata dai viaggiatori. I nostri risultati sono personalizzati per mostrare a ogni utente le scelte che più soddisfano i suoi criteri di ricerca. Ogni ricerca, poi, può essere migliorata con i filtri”.

“Soprattutto nei mercati competitivi”, continua Waffle Gavin, “un piccolo salto in avanti nei risultati di ricerca può avere un grande impatto sulle prenotazioni di un hotel”.

In questo senso, quindi, “Accelerator permette di compensare quei giorni in cui un hotel ha più bisogno di visibilità e di prenotazioni. L’obiettivo del programma è quello di migliorare il posizionamento di un hotel nel nostro marketplace, rispetto ad altri hotel con offerte e punteggi di qualità simili. L’offerta di denaro è solo uno dei tanti livelli che un albergatore può applicare per incrementare la sua visibilità”.

Il Programma Preferiti di Booking

Expedia non è il solo portale a offrire agli hotel una possibilità simile. Booking.com, per esempio, aveva già previsto il Programma Preferiti. A differenza dell’Accelerator di Expedia, gli hotel che partecipano al programma di Booking devono pagare una commissione fissa supplementare per poter comparire fra i primi risultati di ricerca per una determinata destinazione. In più, l’hotel deve garantire al portale una disponibilità minima per tutto l’anno, concordata in via preventiva. Questi hotel sono riconoscibili nel portale grazie al logo speciale “Preferred Hotel Partner”.

Per concludere

L’idea di Expedia è semplice: mettere gli hotel in competizione fra loro, piuttosto che tutti contro il portale. Se questo nuovo modello diventerà uno standard del mercato alberghiero, potrebbe cambiare in modo anche traumatico il rapporto fra hotel e portali di prenotazione.